Le storie che ti racconti influenzano più di quanto credi

Con il tempo mi sono accorta che alcune delle storie più influenti della nostra vita non sono quelle che raccontiamo agli altri, ma quelle che raccontiamo a noi stessi nel silenzio.

Nascono quasi sempre in momenti particolari, quando stiamo cercando di proteggerci, di dare un senso a ciò che proviamo o semplicemente di fare il meglio possibile con gli strumenti che abbiamo a disposizione in quel momento.

Eppure, senza rendercene conto, alcune di quelle parole assumono il peso di una promessa, altre quello di un confine invisibile.

Restano lì, silenziose, sedimentate negli strati più profondi della nostra storia personale, fino a diventare parte del modo in cui osserviamo il mondo.

Restano lì, silenziose, sedimentate negli strati più profondi della nostra storia personale, fino a diventare parte del modo in cui osserviamo il mondo.


"Avrei dovuto iniziare prima."

Una frase semplice, apparentemente innocua, eppure capace di racchiudere un intero universo di significati.

Quante volte ci convinciamo che il momento giusto sia già passato,

dimenticando che ogni processo possiede una propria intelligenza e che, molto spesso, ciò che chiamiamo ritardo non è altro che preparazione.

Ho compreso allora che il fatto e la storia non coincidono necessariamente.

Il fatto appartiene a ciò che accade.

La storia appartiene al significato che scegliamo di attribuirgli.

Ed è proprio in quello spazio che si gioca una parte importante della nostra libertà.



Scrivere mi ha insegnato questo più di qualsiasi altra cosa.


Quando una storia rimane nella mente, spesso continua a muoversi negli stessi corridoi.

Quando invece arriva sulla carta, può finalmente essere osservata da una nuova prospettiva.

A volte perde intensità. A volte acquista significato.

A volte rivela qualcosa che fino a quel momento non eravamo pronti a vedere

Oggi una delle frasi che accompagna il mio cammino è questa:

«se non è questo, sarà qualcosa di migliore; e ciò che è davvero destinato a te non potrà esserti sottratto.»

Perché, in fondo, le storie che ci raccontiamo non cambiano soltanto il modo in cui ricordiamo il passato.

Influenzano il modo in cui viviamo il presente e, molto spesso, il futuro che scegliamo di costruire.



E forse la domanda più importante non è quale storia stai vivendo oggi, ma quale significato stai scegliendo di darle.



È anche da questa idea che nasce la mia Agenda del Mondo Interno.

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